Cammino della Perdonanza - Una marcia della pace abruzzese
In una realtà stantia dove al meraviglioso progredire sconosciuto e intrigante della vita si preferisce una mentalità fondata sulle abitudini, sulla ripetitività e sulla calma anche troppo piatta, certo è che una bella ventata di aria nuova non fa veramente male.
Ed ecco, accanto alle solite cose organizzate intorno alla festività della Perdonanza Celestiniana a L’Aquila, evento religioso che nacque per mano del pontefice Celestino V e che si è protratto senza interruzioni per 718 anni, si è aggiunta la prima edizione del Cammino della Perdonanza, una marcia di 22 km che parte dal Santuario di S.Pietro della Ienca (luogo sul Gran Sasso d’Italia spesso frequentato da Giovanni Paolo II) per giungere sino all’aquilana Basilica di S.Maria di Collemaggio.
Ho preso partecipazione all’evento con molto entusiasmo in compagnia di due miei amici, Francesco e Valentina, reduci di uno stupendo viaggio sul Cammino
di Assisi, con molta curiosità e desideroso di incontrare e conoscere gli altri camminanti.
La rotta parte dal Santuario e passa per i borghi di Assergi, Camarda, Paganica e Vasca Penta di Gignano, seguendo un’antica via ancora visibile che
veniva usata per spostarsi da questi luoghi fino a L’Aquila.
C’era chi aveva alle spalle un’esperienza davvero notevole e chi si avvicinava alla realtà del viaggio a piedi per la prima volta, tuttavia non c’è stata divisione ne per l’andamento della marcia in gruppo, ne tantomeno per il conoscersi a vicenda; ho fatto amicizia con due agenti del Corpo Forestale italiano (e i loro cavalli) che ci stavano scortando, scoprendo tra l’altro che una di loro condivide con me la passione per la navigazione, con il presidente del CAI sezione L’Aquila e alcuni suoi amici e collaboratori, con Isabella, una ragazza in compagnia di sua madre che ha viaggiato molto e con il vescovo di L’Aquila Giovanni D’Ercole, che tutto sembra tranne che un vescovo di oggi, ha un’umiltà e una schiettezza uniche, purtroppo solo una minoranza dei cristiani è così. Mi ha chiesto di fabbricare per lui un bastone da cammino simile al mio Black Sam, cercherò di fare del mio meglio gli dissi ... inoltre è rimasto molto contento quando gli ho parlato del mio amore per i viaggi nel mondo e per il mare. E lui il mondo lo ha davvero girato tutto, le sue conoscenze geografiche e antropologiche facevano capire che tutto quello che mi ha raccontato lo aveva vissuto in prima persona; abbiamo passato un’ora intera a parlare del Mar dei Caraibi e le Isole dell’Oceania nel Pacifico, dicendomi che un sognatore come me difficilmente troverà luoghi altrettanto belli per il mondo. La conversazione si è conclusa con il suo augurio di vedere presto quei luoghi e di coronare il mio sogno. Gran bella esperienza. Come è stato bello, pure, sentirsi chiamare capitano dal presidente del CAI e dal poeta Filippo Crudele, che con i suoi fantastici versi ha allietato la marcia dell’intera truppa, un vero e proprio menestrello romantico e sognatore come ormai lo sono pochi.
E per concludere, non vi dico le facce attonite di molti borghesini aquilani con la puzza sotto il naso quando abbiamo fatto il nostro ingresso nel centro cittadino, del tipo : “E chi sono questi, tutti sudati e sporchi?”. Troppo divertente.
Spero davvero che sarà la prima di una lunga serie, soprattutto per la rinascita della nostra città, che solo rinnovandosi potrà veramente ritornare a volare.
cpt. Stefano Sicurani
(29 Agosto 2011)
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